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lunedì 2 maggio 2016

IL SECONDO CHAKRA: FUNZIONAMENTO, PROBLEMATICHE, TECNICHE DI RIEQUILIBRIO

Se il primo chakra cerca di trattenere e di creare una struttura, lo scopo del secondo è quello di lasciar andare e creare il flusso, il quale permette a un elemento di connettersi con un altro.
Il secondo chakra è localizzato nella parte inferiore dell'addome, tra l'ombelico e i genitali, ma racchiude l'intera sezione del corpo tra questi due punti; corrisponde al ganglio nervoso detto plesso sacrale: questo plesso si aggancia al nervo sciatico ed è un centro di movimento per il corpo; per questo motivo era spesso detto la sede della vita.
Il colore ad esso associato è l'arancione.
Elemento di questo chakra è l'acqua, perciò corrisponde alle funzioni corporee che hanno a che fare con i liquidi: circolazione e eliminazione urinaria, sessualità e riproduzione.
Questo punto è il centro della sessualità, così come delle emozioni, delle sensazioni, del piacere, del movimento, dell'affetto. In sanscrito il chakra è detto svadhistana, tradotto normalmente come “la propria casa”.






La chiarosensibilità è il senso psichico associato a questo punto: è la capacità di intuire l'emozione di altre persone (in altre parole l’empatia). Non sempre le persone empatiche riescono a riconoscere le emozioni che colgono dagli altri, ma il corpo e le azioni conseguenti vi reagiscono; altri ancora possono riconoscere le emozioni pur non comprendendo che la fonte si trova al di fuori di loro.
E’ connesso con la qualità dell'amore che la persona può provare per altri individui. Quando è aperto facilita lo scambio sessuale, il piacere fisico, se invece l’io lo blocca la sua energia sarà scarsa. Probabilmente questa persona non prova grande trasporto fisico, cerca di evitare rapporti e ne sminuisce l'importanza, cosa che produce sottoalimentazione di quell’area; inoltre esso non riceverà il nutrimento psicologico derivante dal contatto corporeo e dalla comunione con l’altro.
E’ anche il chakra che muove alla ricerca creativa del piacere materiale e quindi è preposto al godimento delle cose belle, all'arte, al piacere delle emozioni; la sua energia ci permette di dare espressione ai nostri sentimenti, di abbandonarci con fiducia agli altri, in generale alla vita; per contro è la sede di tutte le paure, i fantasmi e le fantasie negative legate alla sessualità in relazione con l'altro.
E’ un chakra molto importante, il cui corretto funzionamento può farci apprezzare la vita, rendendocela più facile e gradevole non solo nei rapporti con l'altro sesso, mentre un malfunzionamento può portare all'incapacità di goderne pienamente.
E’ anche legato al senso del gusto, al nutrimento e al rapporto con il cibo: il chakra arancione rappresenta la relazione con il piacere che riceviamo dal nostro corpo fisico; è strettamente legato alla pura sensazione e non all'idea di quello che si dovrebbe provare. Sebbene questo chakra sia legato alla nostra relazione con cibo e sesso, ci sono alcuni sintomi legati al cibo che non sono dipendenti da un suo malfunzionamento: per esempio, nella bulimia i chakra che causano il problema sono quello rosso, che è legato alla volontà della persona di farsi nutrire, e quello giallo, che provoca il rifiuto del nutrimento; chi ha blocchi piuttosto gravi nel primo chakra può avere disturbi sessuali anche se non è presente nessun problema in quello arancione; un altro esempio: negli uomini la prostata è controllata dal chakra rosso, ma se una persona sta attraversando un momento di grande insicurezza potrebbe avere problemi anche nella sfera sessuale; la situazione torna alla normalità quando il primo chakra viene guarito.
Se una persona ha provato una forte emozione, difficile da accettare, come un tradimento, questo evento potrebbe essere stato così traumatico da indurla a decidere a livello profondo di ignorare le resistenze troppo traumatizzanti per lei, in modo da non avvertire il messaggio del suo corpo; in questo modo spegnendo gli aspetti del secondo chakra.



Cinque segni del blocco del secondo chakra:
  1. sei tormentato dal senso di colpa e sei riluttante o restio a perdonare te stesso per gli errori passati; ti giudichi costantemente e pensi di non essere all'altezza se paragonato agli altri; tendi ad evitare la compagnia di persone che senti come più qualificate di te perché semplicemente stando intorno a loro ti senti inadeguato;
  2. hai un'autostima molto fragile che dipende fortemente dal giudizio degli altri, specialmente quelli che senti avere potere o autorità su di te. Questo spesso provoca una visione di te stesso come un martire che si sacrifica mettendo i desideri e i bisogni degli altri prima delle tue necessità, ma nel contempo rimugini silenziosamente risentimento verso di loro e autocritica verso di te;
  3. ti offendi facilmente, viene ferito o scombussolato dalle parole e dalle azioni delle persone che senti che non ti apprezzano; vai facilmente sulla difensiva e tendi a condannare gli altri se si comportano in modo diverso da quello che tu credi dovrebbero;
  4. non ti fidi del fatto di poter essere amato semplicemente per il modo in cui sei, invece cerchi continuamente di migliorare te stesso per diventare degno di essere amato dagli altri e da te stesso; credi di essere inadeguato e sei sempre in lotta per migliorarti e per acquisire nuove qualità e capacità;
  5. provi uno dei seguenti sintomi fisici frequentemente: problemi intestinali, infezioni del tratto urinario, dolore cronico alla parte bassa della schiena o squilibri del desiderio sessuale.


                             Cinque cose che puoi fare per rinforzare il tuo chakra:
  1. Il nostro valore non viene acquisito tramite le nostre azioni, ma è innato; noi meritiamo di esistere semplicemente perché siamo qui. Questo è vero per ognuno di noi. Siedi tranquillamente pensando a questo e lascia fluire liberamente quello che viene a galla dal profondo del tuo inconscio, senza trattenere né giudicare: ecco ciò che sta bloccando il secondo chakra;
  2. aggiorna la tua definizione di perdono per se stessi: perdonarsi è abbandonare l'idea che abbiamo bisogno di essere puniti per quello che abbiamo fatto; tutte le azioni hanno delle conseguenze, ma è meglio considerarle come maestri, non come giudici; lascia che le circostanze presenti ti insegnino e ti aiutino a fare scelte migliori in futuro. E’ il momento di smettere di punirsi per i propri errori, non è produttivo, non è necessario e blocca il chakra;
  3. fai la respirazione addominale: respirando con la parte bassa dell’addome, espandendo la pancia in tutte le direzioni; concentrati su questa zona, trattieni il respiro per qualche secondo, espira e trattieni di nuovo il respiro per qualche secondo. Continua per una decina di minuti almeno.
  4. gli esercizi per stimolare il secondo chakra comportano il movimento dei fianchi, della parte inferiore dell'addome. Pratica la posizione yoga illustrata in figura: inizia in piedi e ponendo le mani sui fianchi muovi il bacino in una direzione oraria, facendo un cerchio più largo possibile attorno alla linea centrale del corpo; respira naturalmente mentre ruoti per circa 20 30 secondi, poi inverti la rotazione e ripeti.

                                



  5. infine ricordo gli altri esercizi già consigliati per il chakra precedente: la visualizzazione del colore appropriato, in questo caso arancione, recitare il nome indiano del chakra, la pratica del reiki, il lavoro con l'elemento acqua, le affermazioni.

Immagina di sciogliere tutte le tensioni trattenute nei fianchi da anni di autocritiche. Man mano che l’autocritica ed il senso di colpa e di inadeguatezza vengono spazzati via, ricomincerai a sentirti libero di muoverti in ogni direzione; non solo fisicamente, ma mentalmente ed emotivamente.

Buon lavoro!

lunedì 21 marzo 2016

Il Primo Chakra

FUNZIONAMENTO, PROBLEMATICHE, TECNICHE DI RIEQUILIBRIO

I chakra possono crescere e espandersi e indebolirsi in forza e capacità vibratoria; possono persino bloccarsi e diventare stagnanti come delle pozze che non hanno abbastanza ricircolo.
Ognuno dei sette chakra maggiori si riferisce a differenti aspetti del corpo, della mente e dell'anima, benché tutti e sette siano interconnessi e interdipendenti.
Probabilmente il chakra che più comunemente si trova in uno stato di debolezza è il primo.



Chiamato anche chakra della radice (il suo nome in sanscrito è Muladhara, letteralmente, appunto, “radice”), esso è posto alla base della colonna vertebrale; è associato alla quantità di energia fisica e alla volontà di vivere nella realtà materiale. L'elemento associato al primo chakra è quindi la terra.
Il coccige agisce con una pompa di energia alla base del sistema dei chakra e contribuisce a radunare il flusso energetico e a spingerlo su per la colonna vertebrale; questo meccanismo, associato ad una sana volontà di vivere, fa in modo che l'individuo abbia una presenza vigorosa e vitale: è come se gli dicesse “io sono qui ora”.

Per crescere alta e robusta, una pianta ha bisogno di avere delle radici solide e profonde: proprio come le radici si allungano verso il basso, così l'esperienza del nostro primo chakra ci porta a muovere l'energia e l'attenzione verso il basso, all'interno del nostro corpo, scendendo lungo le gambe e i piedi e, anche simbolicamente, nel nostro passato.
Il lavoro con questo chakra merita speciale attenzione: infatti, se la pompa di base è debole il lavoro fatto sugli altri chakra non sarà incisivo e rischierà di venire addirittura vanificato (pensiamo ad una casa: non ha senso preoccuparsi del colore dell’intonaco se le fondamenta minacciano di cedere da un momento all’altro).

Lo sviluppo del primo chakra avviene del corso di tutta l’esistenza di una persona, ma in particolar modo durante i primi mesi di vita; le circostanze che si verificano durante la gestazione, ad esempio, possono tutte avere un'influenza sul primo chakra: una gravidanza difficile, un parto traumatico, la separazione dalla madre subito dopo la nascita. Durante questa fase della vita la consapevolezza del neonato è incentrata soprattutto sul suo istinto di sopravvivenza e sulla soddisfazione dei suoi bisogni primari, protagonista dei quali è la madre; il bambino impara che un corpo ben nutrito amato e curato è un ambiente piacevole in cui vivere e lo stesso vale per il mondo circostante; impara che l'espressione delle sue necessità dà seguito alla manifestazione e alla concretizzazione di ciò che gli serve.

I traumi e l'abbandono, le violenze fisiche, le difficoltà, la fame danneggiano il primo chakra: allora il bambino impara a non fidarsi, a trascurare le necessità del suo corpo e ad ignorarle o a sublimarle. Il bambino quindi sposta l'energia verso l'alto, lontano dalle radici.

I blocchi nel primo chakra possono manifestarsi come eccesso o come carenza. Ricordo che un chakra si chiude completamente soltanto quando si muore, in tutti gli altri casi parliamo di blocco.
Quando il centro coccigeo è ostruito o bloccato gran parte della vitalità fisica è paralizzata e la persona non produce una forte impressione nel mondo concreto: è come se non ci fosse, se fosse
poco incisiva, poco vitale, quasi trasparente. Eviterà l'attività fisica, avrà scarse energie e talvolta una salute cagionevole. Il senso di benessere è altamente dipendente da circostanze esterne: finché ogni cosa si sussegue in modo fluido e secondo il suo gusto e le sue aspettative, la persona si sente a posto, serena, sente di avere tutto sotto controllo; ma quando le circostanze mutano e si fanno incerte o semplicemente accadono avvenimenti che la contrariano, improvvisamente la persona si sente insicura e infelice; inoltre, avverte una generale mancanza di fiducia nell'interagire con qualsiasi cosa si trovi al di fuori della propria comfort zone. Su un piano fisico, i sintomi che si possono riscontrare in modo frequente o ricorrente sono: problemi alimentari, affaticamento delle ghiandole surrenali, problemi e ferite ai piedi e alle gambe, disfunzioni al colon, disturbi delle ossa e ai denti.

Dato che la solidità del primo chakra crea dei confini stabili, un chakra carente, invece, ne ha di labili: ciò può esprimersi come difficoltà nel dire di no, nella mancanza di autodisciplina,
nell’incapacità di lavorare con la giusta determinazione per raggiungere un obiettivo. La materia nel primo chakra, nella sua forma più solida ha dimensioni, confini, spigoli: per manifestare
quindi i nostri desideri dobbiamo essere estremamente specifici; una sua carenza, di conseguenza, si manifesta con l’avere sempre la testa fra le nuvole, con l’essere vaghi, distratti, con la tendenza a sbattere contro gli oggetti, a romperli, ad essere goffi e disattenti nella vita quotidiana.
Infine il nostro senso di prosperità e benessere è legato al nostro diritto di avere, al nostro senso innato del valore e al nostro diritto di essere qui: tutto ciò si traduce nella capacità di impegnarci
concretamente nel mondo terreno in modo stabile ed efficace. Una sua mancanza può lasciarci in una situazione economicamente sempre problematica, dandoci una sensazione di essere ai limiti della sopravvivenza.

Gli eccessi, al contrario, si manifestano in una tendenza ad aggrapparsi alla sicurezza: l'accumulo di possedimenti, la paura di cambiare, la necessità di ancorarsi a terra, compreso anche un peso
fisico eccessivo, sono tutti esempi in questo senso. Il lavoro nel primo chakra è un compito complesso, richiede molto tempo per sentirsi stabili, per mettere in ordine i propri affari, per
mantenere il corpo in buona salute. Possiamo aiutarci con alcuni accorgimenti: per esempio, risponde bene a tutti gli esercizi fisici.



ESERCIZI
L'importante è connettere il proprio corpo alla terra in qualche modo fisico: camminare a piedi nudi in un prato, star seduti appoggiando la propria schiena al tronco di un albero, passare del tempo nella natura a osservare tutti i modi in cui siamo supportati e sostenuti, nutriti.

Il primo esercizio che si può fare è senza dubbio il radicamento, alla base anche delle nostre pratiche magiche.

Secondo accorgimento molto utile è quello di sedersi tranquillamente in meditazione e pronunciare (o cantare) il nome del chakra,immaginando anche di inspirare ed espirare il suo colore, un rosso
vivo e brillante.

Un altro esercizio, semplice ma efficace (e anche divertente, una volta imparato) è quello di diffondere una vibrazione nella parte bassa del corpo: piegando le ginocchia leggermente e tenendo il bacino in retroversione (per evitare di farsi male alla schiena), si alzano e si abbassano alternativamente in rapida successione i talloni; questo movimento, ripetuto a velocità crescente, provocherà una vibrazione che si spanderà pian piano in tutto il corpo e andrà a stimolare, in
misura maggiore, proprio il primo chakra.
Sedersi a terra, a gambe incrociate, afferrare le proprie ginocchia con le mani e ruotare lentamente i fianchi e la vita in senso orario; mantenere il movimento lento e costante, respirando naturalmente, ma senza cercare di sincronizzare il respiro con il movimento; continuare questo esercizio per 20 o 30 secondi, poi invertire la direzione per altri 20 o 30 secondi; ripetere due o tre volte.

Vestirsi del colore corrispondente, in questo caso il rosso, soprattutto nella parte inferiore del corpo (se andare in giro con dei pantaloni rossi vi crea disagio, ricordatevi che la biancheria intima va bene ugualmente).
Praticare Reiki (per chi ha almeno il primo livello) su se stessi, concentrandolo sulla zona intorno al chakra: è un sistema che garantisce risultati in tempi piuttosto brevi (si parla di un paio di mesi)
ma va praticato con estrema costanza e dedizione, parecchio tempo ogni giorno (minimo un’ora).

Per chi è pratico di cristalloterapia saranno utili sia le pietre rivitalizzanti, come il granato, sia quelle che fanno da messa a terra, come l’ossidiana ed il legno fossile.

Lavorare con le affermazioni, da ripetere concentrandosi su ciò che si dice, almeno due volte al giorno: giusto a titolo d’esempio “io ho il diritto di essere qui”, “io ho il diritto di essere nutrito”, “io sonoradicato e stabile”.

Nella pratica magica, il primo chakra viene sollecitato durante la chiamata della Terra, sintonizzando le sue energie con quelle dell’elemento: esercitarsi con questo Quarto è un altro mezzo a nostra disposizione per migliorare la salute del chakra Muladhara.

Bibliografia e letture consigliate
Brennan, Barbara Ann: Mani di Luce, Corbaccio 2002
Brofman, Martin: Guarire con il sistema corpo specchio, Tea 1998
Judith, Anodea: Chakras, ruote di vita, Armenia 2000

martedì 2 febbraio 2016

Chakra e Sistema Energetico

L’energia ed il campo energetico umano: un’introduzione generale
La roccia è la metafora che più è stata usata per rappresentare la materia nella sua forma di
apparente compattezza, come si credeva che fosse prima della teoria della relatività di
Einstein e degli sviluppi susseguenti della fisica moderna.
Nei primi 30 anni del secolo scorso, Planck prima ed Einstein dopo posero le basi di una vera e
propria rivoluzione, in particolare con la teoria della relatività di Einstein e la sua celebre
formula:
E = mc²; l'energia è uguale alla materia moltiplicato una costante, ovvero la materia e
l'energia sono due volti della stessa realtà.
Così la materia perde quel valore di compattezza che per secoli aveva avuto nella fisica
classica, ed acquista un valore più fluido: essa è principalmente energia che "appare" come
qualcosa di compatto, ma non lo è.
L'universo che ci circonda, gli oggetti e il nostro stesso corpo sono quindi forme diverse della
stessa energia: sembrano separati dal resto e con un aspetto nettamente solido e pesante,
mentre in realtà esso è etereo e impalpabile.
La materia e l’energia sono dunque due aspetti della medesima realtà: l'intero universo
appare come un unico campo di energia che si manifesta in vario modo.
Manifestazioni dell’energia

Esterna
1. Celeste: scende dal cielo, dai pianeti e dalle stelle, viene assorbita dal 7° chakra e dai palmi
delle mani quando rivolti verso l’alto.

2. Terrena: sale dal centro della terra.  Viene assorbita dalle piante dei piedi, dal 1° chakra e dai palmi delle mani quando rivolti verso il basso.

Interna
1. Pre-natale o ereditaria, è l’energia ricevuta dai nostri genitori al concepimento. L’energia sessuale è parte di essa, risiede nel tan-tien inferiore e diminuisce nel corso della vita.

2. Post -natale. Proviene dagli alimenti, dall’acqua e dall’aria. E’ l’energia acquisita ed utilizzata per la sopravvivenza. Risiede nel tan-tien mediano.

3. Mentale o spirituale. È la risultante della trasformazione alchemica delle precedenti. Costituisce l’impulso di crescita spirituale che ci permette di evolverci. In una prima fase alberga nel cuore (4° chakra) per poi elevarsi verso i chakra superiori ed il 3° tan-tien con la crescita
spirituale.

Struttura energetica umana è composta da chakra, tan-tien, meridiani, aura.

Chakra: dal sanscrito “ruota che gira”, “vortice”. Generalmente se ne contano 7 principali, 21
minori e molti altri più piccoli. Ad eccezione del 1° e del 7° tutti hanno un aspetto frontale ed
uno posteriore.
Ogni chakra è una valvola d’ingresso dell’energia: la risucchia o convoglia dall’esterno verso il
nostro corpo, con un meccanismo simile a quello dei mulinelli o vortici d’aria.
La loro misura ed il loro aspetto variano a seconda del nostro stato di salute fisico, mentale ed
emozionale. Il loro scopo è quello di canalizzare l’energia esterna verso le strutture del corpo
fisico e mantenere il contatto con i corpi sottili (aura); più precisamente, assorbono l’energia
esterna, la scompongono e la inviano, attraverso i canali energetici, fino ai vari plessi nervosi
ed endocrini e quindi al sangue.
Ad ognuno di essi è associato un colore, connesso con la frequenza vibratoria che viene
metabolizzata grazie alla sua specifica velocità di rotazione, delle funzioni psicologiche,
mentali ed emozionali ed inoltre organi, plessi nervosi e ghiandole del sistema endocrino.
I chakra hanno forma di cono e quando sono in salute girano in senso orario; la rotazione in
senso orario attira le energie dal campo energetico universale all’interno del chakra.
Quando i chakra roteano in senso antiorario la corrente defluisce dal corpo verso l’esterno,
interferendo con il metabolismo. Altre cause di malfunzionamento dei chakra sono i blocchi (il
flusso energetico è rallentato o arrestato), le deformazioni o le lacerazioni (osservabili in caso
di forti traumi o malattia). Definiamo allora quel chakra “bloccato” (o, meno correttamente,
“chiuso”: infatti i chakra si chiudono completamente solo al momento della morte).

Tan tien: sono centri di trasformazione ed accumulo d’energia.
Sono 3: quello inferiore, situato poco più in basso dell’ombelico, è la sede dell’energia prenatale.
Quello mediano, situato nel plesso solare, è la sede dell’energia post-natale, generata da
alimenti, acqua ed aria. Diversi organi collegati a questo tan tien si occupano di processare
l’energia (per es. polmoni e stomaco).
Infine, il superiore, situato all’altezza del terzo occhio, è la sede dell’energia spirituale.

Meridiani: sono canali di circolazione energetica che agiscono come fiumi trasportando
l’energia in tutto il corpo. A loro volta questi canali si ramificano in centinaia di canali
secondari portando l’energia alla pelle, al midollo ed al cervello. Secondo la medicina tradizionale cinese, i più importanti sono:

• 12 meridiani principali, ciascuno dei quali è collegato con l'omonimo organo interno e
possiede punti propri.

• 8 meridiani STRAORDINARI, senza collegamenti con organi specifici.

• 12 meridiani secondari o collaterali che collegano tra loro i meridiani accoppiati di
diversa natura.

Aura: può essere descritta come un insieme di corpi sottili che circonda e compenetra il corpo fisico. E’ formata da 7 strati, ognuno collegato con uno specifico chakra. Questi 7 strati si espandono in misura crescente fino a raggiungere l’estensione di circa 1 m, 1 m e mezzo intorno a noi. I livelli o corpi sottili sono costituiti da una sostanza sempre meno tangibile a mano a mano che si procede verso l’esterno ed hanno frequenze vibratorie sempre più alte.
Ogni strato, procedendo da quelli interni verso quelli più esterni, permea completamente i precedenti, compreso il corpo fisico. In realtà, i vari corpi sottili non sono propriamente strati, anche se è così che li percepiamo, quanto piuttosto “versioni” più estese di noi. Ogni livello ha la sua funzione ed i suoi sentimenti associati. I primi 3 formano il piano fisico, mentre gli ultimi 3 il piano mentale. Il 4° livello occupa una posizione di transizione fra questi due piani e la sua funzione, importantissima, è quella di trasformare l'energia proveniente dai livelli superiori verso la realtà fisica, diminuendo la frequenza vibratoria, ed allo stesso tempodepurando ed aumentando la frequenza proveniente da quelli inferiori.
Il 1°, 3°, 5° e 7° strato hanno generalmente una struttura ben definita, mentre quelli intermedi sono più fluidi e vengono in una certa misura in fluenza ti dagli strati definiti.
L’aura può essere facilmente percepita con il tatto e, tramite opportuni esercizi, anche visualizzata.