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lunedì 6 giugno 2016

L'Altare

Uno degli elementi comuni a diverse religioni e culti è l’altare. Sin dall’antichità luogo focale e cuore sacro di rituali e templi. L’altare è un luogo unico e speciale, d’incontro tra il mondo ordinario e quello divino. Fisso, mobile, monumentale, nascosto, in pietra o legno riveste diverse funzioni a seconda quanto assegnatogli. Due grandi categorie possono essere identificate in altare operativo ed altare votivo. L’altare operativo è quello dove si svolgo diverse pratiche, celebrative e magiche, un luogo più dinamico che contemplativo.
L’altare votivo, per alcuni tabernacolo, è un luogo dove incontrare e far risiedere una determinata entità, presso cui svolgere preghiere dedicate e offerte in genere, ma anche petizioni. Qui l’agire viene quindi demandato al divino, in pratica si cerca intercessione per quanto ci necessita. Per altro un altare operativo può essere prettamente dedicato ad una divinità o un culto quindi rispondere ad entrambe le categorie.
Anche nella Wicca l’altare resta un punto di primaria importanza. Il corpo della strega stesso è l’altare rituale, ma in generale si riscontrano tutte le tipologie descritte in precedenza.
Si può dire quasi indispensabile o inevitabile l’altare operativo che ai minimi termini si riduce al Pentacolo, oggetto e luogo fisico che in esso rappresenta tutti gli elementi legati nello Spirito, la chiave quindi per il contatto o meglio la semplice attestazione del divino in ogni dove.
Spesso nella Wicca l’altare che chiameremo principale esprime già con la sua posizione diverse attinenze. Vi sono tradizioni che richiedono l’altare ad una specifica posizione, le più comuni: est, nord o centro. Ovviamente la posizione reca all’altare il significato della direzione corrispondente, ad esempio ad est esso è l’inizio, il sole nascente, l’illuminazione, il potere dell’Aria come atto creativo attraverso la parola. L’altare può comunque cambiare posizione anche nei riti di una tradizione proprio in funzione della funzionalità d’attinenza all’operazione da svolgere o anche solamente al periodo dell’anno.
L’altare di norma accogli effigi o attributi delle divinità, spesso rappresentati nella loro dualità Dea e Dio. Sono presenti spesso uno o più strumenti, per l’operatività da svolgere o ancora in pertinenza alle divinità scelte.
Specie nelle celebrazioni solari o lunari possono essere preseti diverse decorazioni che comunque attengono e rinforzano il tema scelto.
Trovo importante sottolineare che la presenza di luce e/o fiamma è in pratica inevitabile. Essa resta il simbolo della presenza del divino, il sacro fuoco dell’arte, la presenza dello Spirito. In molti rituali e per molti praticanti oltre l’altare principale vengono eretti gli altari alle Direzione a tema Elementale. La dove presenti si considera che questi altari siano ad arricchimento e sostegno alle chiamate e presenza dei Guardiani, Elementi, Elementali. Di norma questi altari sono ricchi di attributi in armonia con la corrispondente relativa.
Nella Wicca è facile riscontrare la presenza di: altari votivi, quelli agli antenati o ad una singola divinità che sono in assoluto quelli più comuni; altari operativi, focalizzati su un Elemento o una pratica come per gli altari di guarigione o di protezione.
Un altare può essere anche solo un panno o un pezzo di carta. La valenza non è data certamente dai materiali, dalle dimensioni o dal costo. L’edicole di santi cristiani sono un esempio di come anche solo un’immagine dipinta su un muro possa divenire sacra e ponte tra ordinario e divino. Lasciamoci alle spalle le limitazioni circostanziali, viviamo ed esploriamo a fondo l’esperienza a cui ci affacciamo.
Un altare assicura e promuove un luogo sacro. Devozioni ed ogni tipo di pratica, anche quella meditativa, ma svolta alla luce dell’altare, nutriranno il nostro piano astrale al meglio, arricchendo la
nostra esperienza e rinsaldando il nostro ponte tra i piani garantendo protezione e purificazione. L’altare offre quindi l’esperienza diretta dell’indagine del divino sul piano ordinario, lasciando proprio alla strega il compito ed il piacere di caratterizzare questo luogo in forme e colori, non solo per la scelta di oggetti o simili, ma specialmente attraverso la pratica volta in ed attraverso tale luogo.
 
Buon Lavoro.

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